Note Panunziane (di Edenz Pastora) - EP.2

Eden Pastora edenz paestora Note Panunziane Rubrica

Sono frammenti. Sono cose trovate sotto una pietra. Del resto, "Clinic-Alternative Music Store" è venuto ad essere, con gli anni, un santuario di ritrovamenti salvifici. Non si esagererebbe ad aggiungere "miracolosi". Ecco dunque, in questo presidio alle soglie del deserto, piccolo tempio del fatto culturale, apparire queste "note a pie' di pagina" (Bobi Bazlen). Intestate ad una alterità culturale molfettese poco illuminata da fari d'interesse. Sergio Panunzio. Occultato nell'ombra quasi infera, costrettovi dall'involontario santo laico Gaetano Salvemini. Sergio Panunzio fu uomo di intelligenza panica. Che navigò, sul motopeschereccio classico dell'Anarchia d'indole del molfettese, dal sindacalismo rivoluzionario al fascismo. Ma che muore, nascosto alla caccia fascista, in quel di Roma, nel periodo ambiguo che marca la fine dell'Italia mussoliniana. Le sue sono suggestioni per un piccolo "osservatorio sui territori di confine" che, dalle rilevazioni archeologiche, cercherà di portare alla luce reperti che contribuiscano a comporre un affresco, per vocazione incompiuto, della "Invisible Republic". Greil Marcus è il supremo cabalista di questi frammenti. Il maestro vissuto quasi quotidianamente, ma indegnamente - tra il 1987 e il 1989 - è Franco Cassano. Eccentrico e decentrico d'antidogmatismo. Divisa da piccolo maestro anglosassone. Ma del calvinismo sghembamente mediterraneo.

°°°°°°°°°°°°

EP.2 - Per George Harrison. Trovare quel varco per l'India tra le montagne dell'Afghanistan

L'essenza di George Harrison. Uomo con la chitarra. Come seme che poi germoglia in altri ragazzi con la chitarra. Tutti quelli che contiene una memoria sanguinante. Innata attitudine ad abbracciare quella ragazza di legno nobile per ottenerne una linfa di vita che, forse, può tenere la propria ombra in questo mondo. Nutrirsi delle loro mani. Nel mentre si ritorna sul luogo del delitto. A cercare di rilevare le tracce di sangue cerebrale per meditare, procedendo tra le macerie, di una via alternativa. Quella della navigazione senza una rotta definita. Sperando di trovare le acque dell'oblio. Che è come dire, il Vuoto d'Occidente. Finalmente-sapendosi Cavalieri Templari dell'infimo, dell'inutile, del manchevole, dell'inadeguato, del deficiente-arrivare all'unica stasi che possa diventare estasi. Niente più pulsioni. Niente più aspirazioni. Niente più ispirazioni. Niente più polluzioni. È tempo di farsi scavare dalla radice di una pianta. Come capitò al più umile dei giardinieri. George Harrison. A devozione della ferita scavata da quella radice. Avendo a suono qualcosa di provvisorio come questo. Da quella sacca del pellegrino che ci fu donata, in semplicità, nel 1970. Stranamente attuale, quella sacca, in questi giorni di fughe e di profughita' afgane, di vago di culti iranici ancestrali nelle strade fuori mano, nelle"campagne abbandonate"(termine da flaneur della controra molfettese) dell'Europa al suo ennesimo crepuscolo. Libero da letterarieta', da nobilta' millenarie rivendicate. Si possono attraversare, con la mente, irti ed imprendibili varchi di montagna, come disinsegno' Franco Battiato. Una attitudine permixatoria di Vuoto sulla via che porta all'India, cura.

 (Foto di copertina: Nicaragua, 1979. Guerriglia sandinista. "El Comandante Cero". Elaborazione fotografica di Aleksandr"Ant"Rodcenko)

> Click qui per l'EP.1 <

 

 

 


Articolo più vecchio Articolo più recente


Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati