I migliori documentari musicali di tutti i tempi - Parte 2^

Black Music Daniel Johnston Dave Grohl David Byrne Radiohead Sex Pistols Sound City Stax Summer of Soul Talking Heads The Band The Clash Woodstock

Nell'elenco che segue (qui la seconda parte) abbiamo cercato di raccogliere alcuni dei migliori documentari musicali di tutti i tempi. Rock, Punk, Film Concerto, Underground e storie segnate da alcol, droga e sesso. Se pensate che la lista non contenga il documentario a cui siete maggiormente legati, inviate nei commenti il titolo con una breve descrizione.

Meeting People Is Easy (1998)

Secondo Grant Gee, autore di questo documentario, gli impegni per il  tour  promozionale di "Ok Computer" sono stati per i Radiohead alquanto difficili, alienanti e noiosi. Un'inifinità di aeroporti, hotel, flash e interviste, oltre a qualche incidente di percorso. Il filmato porta gli spettatori dietro le quinte e mette a nudo tutti  i meccanismi che si muovono per un tour mondiale di questo tipo. Molto interessanti anche le interviste alla band e alcuni estratti live. Imperdibile per i fan!

Sound City (2013)

Un documentario unico nel suo genere, ideato e prodotto da Dave Grohl, che, prima di impegnarsi nelle registrazioni di "Sonic Highways" dei Foo Fighters, ha voluto raccontare la storia del leggendario studio di registrazione Sound City, situato nella San Fernando Valley e attivo dal 1969 al 2011. Lo studio ha ospitato nel corso degli anni grandi artisti, tra cui: Red Hot Chili Peppers, Kyuss, Fleetwood Mac, Neil Young, Rage Against the Machine ed altri. Nel 1991 in questo studio è stato realizzato l'album dei Nirvana "Nevermind" ed è stato proprio in questo periodo che Dave Grohl è stato ispirato per la realizzazione del film.

"Ho iniziato questo progetto poco più di un anno fa con uno dei miei vecchi amici (Jim Rota dei Fireball Ministry). È come me, compagno di bevute, con una pazza idea nel voler raccontare la storia di uno studio che abbiamo amato per anni, unita alla disperazione nel vederlo chiuso. Si è trasformato in qualcosa di veramente epico! Fin dal primo giorno, è stata l'esperienza più incredibile della mia vita. Lo giuro. Sedersi con Neil Young parlando di registrazione della chitarre, John Fogerty che mi parla del giorno in cui decise di diventare un musicista, Stevie Nicks che mi racconta di come è entrata a far parte dei Fleetwood Mac, Trent Reznor mi racconta del mondo dei computer e della tecnologia digitale, etc etc etc. Tutto quello che dovevo fare era ascoltare. Sono l'uomo più fortunato della terra. E, essendo un film completamente indipendente, nessuno ci ha detto come e cosa fare! Io e il mio equipaggio di meno di 20 persone abbiamo tracciato la nostra strada. È stato come registrare una festa con la telecamera. Abbiamo avuto modo di raccontare la storia di un luogo che tutti noi amiamo. Abbiamo voluto fare giustizia. E penso che ci siamo riusciti".
(Dave Grohl)

Stop Making Sense (1984)

"Ciao, ho una cassetta che voglio farvi ascoltare", così esordisce David Byrne, che sale su di un palco vuoto, con una sola chitarra acustica. Così comincia il film concerto del regista Jonathan Demme e lo spettacolo musicale e teatrale presentato dai Talking Heads. Progressivamente, ad ogni canzone David Byrne viene raggiunto sul palco dagli altri musicisti, fino a quando la band è al completo ed il concerto diventa una vera e propria performance di arte visiva. Un film completamente innovativo, mai nulla di simile si era visto fino ad allora.

Summer Of Soul (... Or When The Revolution Could Not Be Televised) (2021)

Sulla scia della "Summer of Love", la black music ha avuto la sua stagione celebrativa nel 1969 all'Harlem Cultural Festival, dove Stevie Wonder, Nina Simone, Sly And The Family Stone, Mahalia Jackson e tanti altri artisti hanno dato vita probabilmente al più grande evento musicale della storia. In quello che Mark Kermode ha definito "uno dei migliori film-concerto di tutti i tempi", Ahmir 'Questlove' Thompson ripropone dei  filmati dimenticati per decenni, inchiodandoli al presente attraverso interviste incisive con gli artisti, membri della folla e attivisti per i diritti civili. Il documentario svela anche le motivazione per cui questi filmati siano stati considerati di minor importanza per tanto tempo. "The Power of Soul".

The Devil and Daniel Johnston (2005)

La linea tra genio creativo e malattia mentale è spesso molto sottile. Mai come in questo caso, ovvero nel ritratto del cantante folk bipolare "fai-da-te" e favorito di Kurt Cobain, Daniel Johnston. Jeff Fuerzeig, regista del documentario riesce a condurre il pubblico nel mondo di Daniel Johnston, un mondo dominato purtroppo dai suoi problemi mentali che alimentano incidenti mortali, episodi violenti, periodi in istituti psichiatrici e ossessioni demoniache. Tuttavia, dall'oscurità traspare un grande talento.

 

The Filth And The Fury (2000)

Dopo vent'anni dalla "Grande truffa del Rock'n'Roll", il "falso documentario", in cui Malcom McLaren, agente e scopritore dei Sex Pistols, raccontava la storia della band in forma volutamente romanzata, arriva "Oscenità e Furore". Questo film, girato da Julian Temple, autore anche del precedente, ripercorre la turbolenta ascesa dei Sex Pistols, attraverso due anni di furia e disordinata implosione. I litigi della band, la povertà,  l'oppressione dell'establishment e il contesto storico sociale di quel periodo fanno da sfondo alla storia della band, raccontata attraverso interviste e immagini di repertorio.

The Last Waltz (1978)

"Questo film dovrebbe essere riprodotto ad alto volume!" recita un sottotitolo del documentario prodotto da Martin Scorsese. È il film  incentrato sullo spettacolo d'addio di "The Band" al Winterland Ballroom di San Francisco, che nel corso degli anni ha fatto parlare parecchio di sé. Tanti gli ospiti del concerto, tra cui Ringo Starr, Neil Diamond, Eric Clapton, Neil Young, Joni Mitchell, Muddy Waters e il frontman più famoso della band, Bob Dylan. Un masterclass che cattura con arte e sensibilità la musica dal vivo su pellicola ed un saluto ai pionieri americani devastati dai tour e dalla droga.

Wattstax (1973)

Nel 1972, la Stax Records, nota etichetta discografica di black music, organizzò un concerto di beneficenza di sette ore per commemorare la rivolta di Watts del 1965 a Los Angeles. All'esibizione parteciparono tra gli altri i Staple Singers, Albert King, Carl Thomas e Isaac Hayes. La prima edizione del film è spettacolare e molto commovente soprattutto  nel momento in cui  Jessie Jackson si esibisce in un canto provocatorio di "I Am somebody". Il remake del 2003, in cui riaffiorano alcuni tagli fatti alla prima edizione, soprattutto dell'esibizione di Isaac Hayes, lo rende superlativo.

 

White Riot (2019)

Volutamente "fai da te" nell'estetica, la storia della nascita del "Rock Against Racism", curata da Rubika Shah, regista del film. Un film che trabocca dell'ira Punk di quel periodo, a partire dall'iniziale rivolta del 1978, nell'Est di Londra, che ha visto 100.000 persone marciare attraverso la città per un Festival a Victoria Park, al quale parteciparono The Clash, Steel Pulse, X-Ray Spex e molti altri. Un "manuale visivo" per affrontare la rinascita dell'estrema destra di oggi.

Woodstock (1970)

Forse il più importante di tutti i film-documentario musicali della storia, un punto di riferimento per tutti quelli che si sono susseguiti nel corso del tempo. Non solo un resoconto del più grande Festival musicale degli anni '60, ma anche lo spaccato più evocativo della mentalità hippie e del movimento controculturale di quel periodo. La visione di un'utopia umana premurosa e sporca di fango.

 

 I migliori documentari musicali di tutti i tempi - Parte 1^

 

 

 

 


Articolo più vecchio Articolo più recente


Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati